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	<description>La TV è una cosa serial</description>
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		<title>Moob è su Leiweb.</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 17:29:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mattia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Moob va su Leiweb e vi racconta sempre le serie tv.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cari lettori,</p>
<p>se negli ultimi periodi non avete visto aggiornamenti su Moob non è perchè siamo andati a girare una serie televisiva a Seattle, ma semplicemente perchè siamo entrati nel network di <a href="http://blog.leiweb.it/moob" target="_blank">Leiweb</a>.</p>
<p>Per noi è una grande soddisfazione essere parte integrante del sito di Rcs dopo poco meno di un anno dalla nostra nascita.</p>
<p>Ci auguriamo continuiate a seguirci con la stessa passione dimostrata fino a oggi. Noi ci impegneremo a non deludervi.</p>
<p>xo xo</p>
<p>Mattia Nicoletti</p>
<p><a href="http://blog.leiweb.it/moob" target="_blank">Moob su Leiweb</a></p>
<hr />
<p>@ 2010 <a href="http://www.moob.it">MOOB.IT</a>. |
Recensioni, interviste e articoli sulle <a href="http://www.moob.it/2010/07/moob-e-su-leiweb/">Serie TV</a> - Vieni a trovarci!
<br/></p>]]></content:encoded>
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		<title>Da Glee a Treme. La musica nelle serie tv è un segno di rinascita.</title>
		<link>http://www.moob.it/2010/04/da-glee-a-treme-la-musica-nelle-serie-tv-e-un-segno-di-rinascita/</link>
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		<pubDate>Sun, 18 Apr 2010 08:40:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mattia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[tv]]></category>

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		<description><![CDATA[Due nuove serie tv USA, innovative ed elogiate dalla critica, hanno un'anima musicale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La musica risveglia. Gli animi. I cuori. Lo spirito.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ce lo ha fatto capire “Glee” con il repertorio incredibile che attraversa ogni epoca e ogni genere, e ce lo farà capire “Treme” (si pronuncia Tremè), la nuova serie HBO (garanzia totale di qualità) andata in onda negli USA, ambientata in una New Orleans post-Katrina, dove alcuni musicisti ritrovano la forza per ridare vitalità alla città. Acquistano strumenti di terza mano, cercano di ripulire locali in condizioni disperate, recuperano cd da negozi chiusi per fallimento, provando a combattere la sensazione che il luogo dove hanno vissuto non esista più. New Orleans rivive con le <em>second line</em><span style="font-style: normal;"> (quell&#8217;aggregato di persone che segue una banda per godersi la musica) che la attraversano, anche se l&#8217;umore globale non può prescindere dallo stato delle cose. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-style: normal;">Con atmosfere buie ma calde (i marroni e i neri richiamano il jazz classico in stile Charlie Parker), la serie ideata da David Simon (“The Wire”) ed Eric Overmeyerè una lotta per la sopravvivenza di uomini e donne allo sbando, soli con se stessi, e spesso con gli altri, desiderosi di condividere e di continuare a sperare.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-style: normal;">La musica, più di ogni altra forma d&#8217;arte, è capace di dare emozioni. A suonarla come ad ascoltarla. Non per niente i generi musicali hanno </span><em>mood </em><span style="font-style: normal;">diversi. La musica è quel qualcosa che rompe il silenzio per aggiungere un&#8217;essenza diversa. Capace di fare rinascere.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-style: normal;">Mattia Nicoletti<br />
</span></p>
<hr />
<p>@ 2010 <a href="http://www.moob.it">MOOB.IT</a>. |
Recensioni, interviste e articoli sulle <a href="http://www.moob.it/2010/04/da-glee-a-treme-la-musica-nelle-serie-tv-e-un-segno-di-rinascita/">Serie TV</a> - Vieni a trovarci!
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		<title>10 buone ragioni per vedere White Collar</title>
		<link>http://www.moob.it/2010/04/10-buone-ragioni-per-vedere-white-collar/</link>
		<comments>http://www.moob.it/2010/04/10-buone-ragioni-per-vedere-white-collar/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 08 Apr 2010 01:01:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mattia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Matthew Bomer]]></category>
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		<category><![CDATA[Tim DeKay]]></category>
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		<category><![CDATA[White Collar]]></category>

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		<description><![CDATA["White Collar", un ladro gentiluomo a Manhattan.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		A:link { so-language: zxx } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La fine annunciata di “24”, l&#8217;ultima stagione di “Lost”, l&#8217;incertezza su “Heroes”. E&#8217; questo il canto del cigno delle serie serializzate? Noi ci auguriamo di no, tuttavia le serie di maggiore successo di quest&#8217;anno sono autoconclusive (le cosiddette <em>procedural</em><span style="font-style: normal;">).</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-style: normal;">Ce ne è una però che ha qualcosa di speciale. E&#8217; “White Collar” (da stasera e ogni giovedì su FOXCRIME alle 21,55).</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-style: normal;">Non ripercorreremo in analisi la serie perchè lo abbiamo già fatto (<a href="../../../../../2009/11/white-collar-il-buddy-movie-nelle-serie-tv-e-vincente/">http://www.moob.it/2009/11/white-collar-il-buddy-movie-nelle-serie-tv-e-vincente/</a>), così dichiareremo i dieci motivi per cui vale la pena vederla.</span></p>
<ol>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-style: normal;">Neal 	Caffrey (Matt Bomer), il nuovo Arsenio Lupin. Nessuno ha oggi in una serie la sua 	meravigliosa faccia da schiaffi. Nemmeno Sawyer</span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-style: normal;">New 	York e i suoi grattacieli. Di nuovo visibili dal basso verso l&#8217;alto dopo l&#8217;11 settembre.</span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-style: normal;">Le 	incredibili lussuose location</span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-style: normal;">L&#8217;agente 	Peter Burke (Tim DeKay), il perfetto compagno per comporre la “strana coppia”</span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-style: normal;">Le 	partite a scacchi di Neal con l&#8217;impareggiabile amico Moz (Willie Garson). Il genio 	nell&#8217;ombra</span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-style: normal;">Le 	bellissime donne che cadono ai piedi di Neal</span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-style: normal;">I 	trucchi da prestigiatore di Neal</span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-style: normal;">Elizabeth 	Burke (Tiffani Thiessen), la moglie di Peter. Dietro un grande uomo c&#8217;è sempre una 	grande donna</span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-style: normal;">I 	look estremamente &#8217;60&#8242;s di Neal. Come direbbe Randy Jackson in AI 	“Dog, you&#8217;re hot!”</span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-style: normal;">L&#8217;ironia 	sottile che aleggia nella serie. Il mix di crime e comedy è 	perfetto.</span></p>
</li>
</ol>
<p><span style="font-style: normal;">Mattia Nicoletti<br />
</span></p>
<hr />
<p>@ 2010 <a href="http://www.moob.it">MOOB.IT</a>. |
Recensioni, interviste e articoli sulle <a href="http://www.moob.it/2010/04/10-buone-ragioni-per-vedere-white-collar/">Serie TV</a> - Vieni a trovarci!
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		</item>
		<item>
		<title>Intervista a Eva Longoria: &#8220;Il mondo è pieno di Desperate&#8221;.</title>
		<link>http://www.moob.it/2010/03/intervista-a-eva-longoria-il-mondo-e-pieno-di-desperate/</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Mar 2010 15:55:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mattia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
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		<category><![CDATA[Lost]]></category>
		<category><![CDATA[quinta stagione]]></category>

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		<description><![CDATA[Eva Longoria racconta l'evoluzione del suo personaggio e del suo amore per "Lost".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Pochi lo sanno, ma Eva Longoria prima di diventare una <em>disperata</em><span style="font-style: normal;">, è passata per “Beautiful”, “General Hospital” e “Beverly Hills 90210”. Oggi è Gabrielle Solis in “Desperate Housewives” (la quinta stagione è disponibile in un box da 7 dvd distribuito da Disney) e si diverte a passare dalla donna più fashion a quella più morigerata della serie. Sempre con la sua verve pungente.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Dalla messa in onda della serie quante casalinghe disperate ci sono nella vita reale?</strong><br />
Tantissime. Non passa giorno che incontri o senta qualcuno che mi dica: “mi sento troppo Bree, oppure si identificano con me. Il mondo è pieno di “Desperate Housewives”.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Dalla quarta alla quinta stagione passano 5 anni. In un periodo così breve, sulla carta, può realmente cambiare tutto?</strong><br />
Viviamo in una società rapidissima, dove tutto cambia alla velocità della luce. Chi si è sposato può essersi separato, chi era perennemente single e non voleva figli, ora può essere felice e in dolce attesa. Insomma, oggi il tempo fa brutti scherzi (ride). Da <em>noi</em><span style="font-style: normal;"> Gabrielle ha due figli, Edie è tornata con un nuovo marito e Susan e Mike si sono lasciati. Tutto cambia. Molto in fretta.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Che cosa ama del suo personaggio?</strong><br />
Gabrielle è meravigliosa perchè anche se gli anni passano pensa sempre al suo stile glamour.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Da quando è sposata con Tony Parker ha dichiarato di guardare molta televisione. Ma guarda anche le serie tv?</strong><br />
Non ci crederà ma siamo grandi fan di “Lost”. Sebbene spesso ci chiediamo cosa faremmo su un&#8217;isola nel mezzo del nulla, lo amiamo follemente. Wisteria Lane è un&#8217;altra cosa (ride ancora).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">di Mattia Nicoletti da Metro</p>
<hr />
<p>@ 2010 <a href="http://www.moob.it">MOOB.IT</a>. |
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		</item>
		<item>
		<title>Intervista a Scott Peters: &#8220;V è l&#8217;America in crisi&#8221;</title>
		<link>http://www.moob.it/2010/03/intervista-a-scott-peters-v-e-lamerica-in-crisi/</link>
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		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 09:41:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mattia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scott Peters, creatore della serie tv "V", parla di come ha reinterpretato i Visitors in chiave post 11 settembre.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Dopo un quarto di secolo, ritornano I Visitors. “V” (ogni giovedì in prima serata su Joi/Mediaset Premium), come la serie originale, narra di un&#8217;invasione aliena, apparentemente pacifica, che si traduce in una minaccia per la terra. Scott Peters (“4400”), ideatore della serie, spiega le ragioni di questo remake.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT" align="JUSTIFY"><strong>Dopo 25 anni di nuovo I Visitors con “V”, perchè?</strong><br />
V è una serie cult degli anni &#8217;80 e in questi 25 anni, tuttavia, sono accaduti avvenimenti che hanno sconvolto il pianeta come l’11 settembre e la crisi economico finanziaria. In quest’epoca, quindi, in cui ogni certezza viene meno, mi sembrava interessante introdurre delle entità aliene che potessero tendere una mano all’umanità, per aiutarla e salvarla.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT" align="JUSTIFY"><strong>In che modo l’11 settembre ha influenzato V?</strong><span lang="it-IT"><br />
L’11 settembre è stato fondamentale per la storia che volevo raccontare. 4400, da questo punto di vista è molto simile a V. Quello che mi ha veramente ispirato è il fatto che l’11 settembre è un evento che ha cambiato il mondo intero influenzando tutti. E in una serie come V, diventa il background storico che unisce l’umanità intera.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"><strong>Ci però sono elementi politici e religiosi in questa nuova serie.</strong><br />
Il tema portante dell’intera serie è la cieca devozione. Non importa se  sia volta alla religione, al fidanzato, al lavoro, o ad altro.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT" align="JUSTIFY"><strong>E&#8217;preoccupato della reazione che V potrebbe suscitare nei fans dell’originale?</strong><br />
Se io fossi un fans della serie originale sarei curioso di vedere cosa accade in questa nuova versione. Di sicuro non è possibile accontentare tutti.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">di Mattia Nicoletti da Metro</p>
<hr />
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		</item>
		<item>
		<title>Intervista a Cory Monteith: &#8220;Madonna, Madonna, quanto ti vorrei in Glee&#8221;</title>
		<link>http://www.moob.it/2010/03/intervista-a-cory-monteith-madonna-madonna-quanto-ti-vorrei-in-glee/</link>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 15:52:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mattia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[finn]]></category>
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		<category><![CDATA[Madonna]]></category>
		<category><![CDATA[serie tv]]></category>

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		<description><![CDATA[Corey Monteith è Finn nella serie musical-comedy in onda su Fox. Tanto sport e una vita dedicata a mille interessi. Uno su tutti, la musica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La gleemania continua, e sempre più fan si fanno fotografare con la “L” di loser (perdente), per sostenere, Glee, la serie tv musical-comedy che in Italia sta avendo un buon successo (ogni giovedì alle 21,10 su Fox). Corey Monteith, canadese, 27 anni, interpreta Finn, quarterback della squadra di football e lead singer maschile del Glee club, ha raccontato a Metro la sua esperienza.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;"><strong>Tutti i partecipanti a “Glee” sembrano entusiasti.</strong><br />
E&#8217; vero. “Glee” è uno stato mentale, un modo di essere. Ed è da tanto tempo che una serie non rappresentava gli spettatori in questo modo. Quello che “Glee” fa, è ispirare le persone, che a loro volta ispirano noi.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;"><strong>Ma quando lei frequentava la high school com&#8217;era?</strong><br />
In parte molto simile al mio personaggio. Facevo tantissimo sport. Però non frequentavo il gruppo canoro. Girare “Glee” è per me fare l&#8217;high school una seconda volta (ride). Non si finisce mai di imparare&#8230;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;"><strong>La musica è fondamentale nella serie. Che musica ascolti?</strong><br />
Principalmente rock, infatti quando ho interpretato “You give love a bad name” di Bon Jovi, mi sono divertito moltissimo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;"><strong>C&#8217;erano voci che Madonna dovesse partecipare alla serie.</strong><br />
Sì lo so, però non è ancora avvenuto. Abbiamo acquistato i diritti delle sue canzoni per la serie, ma se dovesse venire sul set fatemelo sapere che arrivo subito, sicuramente lo sapete voi prima di me. (ride)</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;">di Mattia Nicoletti da Metro</p>
<hr />
<p>@ 2010 <a href="http://www.moob.it">MOOB.IT</a>. |
Recensioni, interviste e articoli sulle <a href="http://www.moob.it/2010/03/intervista-a-cory-monteith-madonna-madonna-quanto-ti-vorrei-in-glee/">Serie TV</a> - Vieni a trovarci!
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		</item>
		<item>
		<title>Intervista a Edie Falco: &#8220;Jackie mi diverte, ma io sono diversa&#8221;.</title>
		<link>http://www.moob.it/2010/03/intervista-a-edie-falco-jackie-mi-diverte-ma-io-sono-diversa/</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 07:27:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mattia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Edie Falco]]></category>
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		<category><![CDATA[Nurse Jackie]]></category>
		<category><![CDATA[serie tv]]></category>
		<category><![CDATA[skyuno]]></category>
		<category><![CDATA[stagione 1]]></category>

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		<description><![CDATA[Edie Falco ama sempre mettersi in gioco. Ieri "I Soprano" oggi "Nurse Jackie", una delle serie tv più controverse e più interessanti del 2009-2010.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">E&#8217; una delle serie tv che ha provocato più polemiche. “Nurse Jackie – Terapia d&#8217;urto” (ogni venerdì alle ore 21 su SKYUNO),  la storia di un&#8217;infermiera farmacodipendente  disposta a tutto per <span lang="it-IT">i </span>suoi pazienti ma distruttiva nella vita privata, è interpretata dalla brava Edie Falco. L&#8217;attrice, già protagonista de “I Soprano”, racconta quanto I temi trattati siano molto comuni nella società attuali.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><strong>Jackie è uno dei personaggi televisivi più controversi. Problemi di droga, questioni famigliari, relazioni extraconiugali. Cosa ne pensa?</strong><br />
E&#8217; un puro divertimento interpretarla. Lei lascia solo distruzione dietro di sè, e persone come lei mi spaventano, perchè io sono completamente diversa. Io sono una persona molto responsabile. Quello che però mi attrae in Jackie è il suo buon cuore.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><strong>E per quanto riguarda le relazioni extraconiugali?</strong><br />
Come capita a molte persone lei non si rende conto di quello che fa. E se ne rende conto troppo tardi, quanto sta facendo male a chi le è caro. E&#8217; anche una fuga per l&#8217;incapacità di gestire la sua famiglia.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><strong>L&#8217;abuso di medicinali è un grande problema negli USA. Che cosa ha imparato da Jackie?</strong><br />
E&#8217; una dipendenza come altre, è come l&#8217;alcolismo, ma è più nascosta. Probabilmente ognuno di noi conosce qualcuno che fa abuso di farmaci, e credo che sia un problema di cui sia giusto parlare. In questo senso mi auguro che in qualche modo la serie sia utile.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><strong>Ma se dovesse avere bisogno di cure mediche si affiderebbe a un&#8217;infermiera come Jackie?</strong><br />
Certo! La priorità numero uno della sua vita è aiutare I pazienti. Nella vita personale è un disastro ma nel suo lavoro&#8230; D&#8217;altra parte quante persone conosciamo che professionalmente sono ineccepibili e che poi sono non sanno gestire la propria vita e le proprie relazioni?</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">di Mattia Nicoletti da Metro</p>
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<br/></p>]]></content:encoded>
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		<title>Intervista a Cristiana Capotondi: &#8220;Ho amato Romy Schneider ma la mia Sissi è diversa&#8221;.</title>
		<link>http://www.moob.it/2010/02/intervista-a-cristiana-capotondi-ho-amato-romy-schneider-ma-la-mia-sissi-e-diversa/</link>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 08:37:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mattia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[capotondi]]></category>
		<category><![CDATA[cristiana]]></category>
		<category><![CDATA[fiction]]></category>
		<category><![CDATA[rai]]></category>
		<category><![CDATA[romy schneider]]></category>
		<category><![CDATA[Sissi]]></category>

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		<description><![CDATA[Cristiana Capotondi è Sissi nella nuova fiction Rai scritta da Ivan Cotroneo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La principessa Sissi ritorna sugli schermi. “Sissi”, co-prodotta da Carlo Bixio di Pubblispei e Raifiction, (28 febbraio e 1 marzo su Raiuno in prima serata) vede nella parte di protagonista Cristiana Capotondi, che dopo il ruolo di “Rebecca la prima moglie” si cimenta in un altro ruolo classico.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Sissi cosa significa per te?</strong><br />
Io ho visto i film da bambina, e li conosco a memoria. Però di recente non li ho riguardati per non essere influenzata dall&#8217;interpretazione di Romy Schneider. Sarebbe stato un errore.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>E con Romy Schneider come la mettiamo?</strong><br />
Lei per me è una delle attrici che ho amato di più. Oggi sono passati 50 anni e quella Sissi era un po&#8217;troppo fiabesca.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Attualmente il personaggio di Sissi che significato ha?</strong><br />
Lei rappresenta una qualsiasi donna. Un tempo la libertà e la felicità riguardavano solo le classi privilegiate, oggi invece sono sulla carta appannaggio di tutte le donne.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>E le storie d&#8217;amore classiche e anche sofferte funzionano ancora?</strong><br />
Io non sono un&#8217;amante della sofferenza nelle relazioni, siano esse di amicizia o sentimentali. Sissi però si scontrava con la corte e voleva scappare. Alla ricerca della libertà.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>E oggi noi siamo ancora schiavi delle convenzioni?</strong><br />
In un certo senso sì perchè la società ci impone dei modelli. Altrimenti non si spiegherebbe perchè in Giappone hanno una struttura sociale divers della nostra. Se noi fossimo liberi da tutti questi condizionamenti non ci sarebbero delle grandissime differenze.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;"><strong>Oggi la televisione è migliorata in Italia?</strong><br />
Io credo di sì. Lo giustifica anche il budget dedicato alla produzione (12 milioni di euro ndr), il fatto che sia stato girato in 35mm, e che sia stato scritto da uno sceneggiatore cinematografico come Ivan Cotroneo. Per rispondere alla tua domanda, direi di sì. La fiction italiana è viva.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;">di Mattia Nicoletti da Metro</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
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		<title>Cosa aspettiamo a realizzare delle serie tv di qualità? Negli anni &#8217;60-&#8217;70 lo sapevamo fare.</title>
		<link>http://www.moob.it/2010/02/cosa-aspettiamo-a-realizzare-delle-serie-tv-di-qualita-negli-anni-60-70-lo-sapevamo-fare/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 03:56:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mattia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Boris]]></category>
		<category><![CDATA[idee]]></category>
		<category><![CDATA[italiane]]></category>
		<category><![CDATA[Lost]]></category>
		<category><![CDATA[Romanzo Criminale]]></category>
		<category><![CDATA[serie tv]]></category>

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		<description><![CDATA[Dov'è la qualità seriale in Italia? Un pubblico passivo e produzioni sornione sono due delle colpe, ma sceneggiatori e registi, si adeguano e non rischiano. Salvo casi limite.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Lo scorso weekend mi sono trovato a vivere una grande esperienza su uno dei “luoghi” delle serie tv italiane che contano. E in quella sede mi sono confrontato con dei professionisti della serialità, discutendo un dilemma epocale della nostra televisione: “Perchè gran parte della nostra fiction è scritta così male?”. Perchè è così difficile riuscire a costruire un prodotto televisivo di qualità? Difficile dare una risposta, ma se andiamo a studiare la concettualità, la profondità dei personaggi e i dialoghi è possibile realizzare quanto siano sulla carta deboli. Dico sulla carta, perchè se i risultati di audience sono positivi, chi produce non è interessato a cambiare il prodotto (d&#8217;altra parte, più audience significa spazi pubblicitari venduti a prezzi più elevati).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Allora, per provocazione, ho ragionato partendo dalla visione USA dei prodotti seriali. Nell&#8217;analisi delle grandi serie tv di massa, e qui cito “Grey&#8217;s Anatomy”, “House”, “The mentalist”, “Desperate Housewives, “CSI”, l&#8217;elemento fondamentale che non si deve mai tradire è il concept. Funziona esattamente come in pubblicità, comunicare più concetti insieme è un errore, è necessario focalizzarsi su uno solo. Perchè in questo modo quel concetto, anche se declinato in situazioni diverse, arriverà al target, direttamente. A seguire, a breve distanza, altro elemento importante sono i personaggi. Quando sono ben delineati creano empatia con lo spettatore e lo aiutano a seguirli nel loro percorso seriale. Approfondirli vuol dire raccontarne la storia, i dettagli, la quotidianità. Se pensiamo a “Lost” che è un character drama, ovvero una serie basata sui personaggi, non potremo negare che il nostro link con loro sia più importante della storia in sé. Il terzo elemento che fa di una grande serie tv americana un prodotto di qualità, sono i dialoghi. Le parole non devono essere sprecate o servire da riempitivo, devono essere coerenti con il concept e adeguati al personaggio.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Lo script con una messa in scena corretta possono innalzare un prodotto, prescindendo in parte a dei budget elevati e a degli attori di nome (devono essere però bravi, e in Italia ce ne sono).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">In conclusione io credo che sia possibile produrre delle serie tv di qualità (“Boris” &#8211; la terza stagione in onda dall&#8217;1 marzo su FX &#8211; e “Romanzo Criminale”, con budget diversi, ne sono un esempio), bisogna solo averne la voglia (le produzioni devono comprendere che il pubblico nostrano si può meritare di più) e le idee. Una volta gli sceneggiati RAI lo dimostravano.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">E in Italia, il paese della creatività, non posso credere che non ci siano idee.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Mattia Nicoletti</p>
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		<title>La fine dei Lost. Serie serialized in estinzione?</title>
		<link>http://www.moob.it/2010/02/la-fine-dei-lost-serie-serialized-in-estinzione/</link>
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		<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 08:50:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mattia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[24]]></category>
		<category><![CDATA[autoconclusive]]></category>
		<category><![CDATA[estinzione]]></category>
		<category><![CDATA[Flash Forward]]></category>
		<category><![CDATA[House]]></category>
		<category><![CDATA[Lost]]></category>
		<category><![CDATA[procedural]]></category>
		<category><![CDATA[serie tv]]></category>

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		<description><![CDATA[Le serie "serializzate" sono più complesse da seguire per l'audience. Auguriamoci che non ci aspetti un futuro di soli "NCIS".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il problema delle serie serialized rispetto a quelle procedural sta influenzando le nuove strategie dei network americani. Spieghiamoci meglio. Una serie tv “serializzata” è una serie che ha un plot che prosegue episodio dopo episodio. Di questa tipologia fanno parte “Lost”, “Heroes”, “24”, “Desperate Housewives”, “Flash Forward” e a suo modo anche “Grey&#8217;s Anatomy”. Mancare la visione di uno o più episodi di queste serie può impedire la comprensione della storia da parte dello spettatore (per questo esistono i “previously on&#8230;” all&#8217;inizio degli episodi) e un calo di interesse e quindi un calo di audience. Le serie tv procedural sono quelle con episodi autoconclusivi che hanno dei subplot che si sviluppano molto più lentamente e la cui non totale comprensione non va a inficiarne la visione. Inoltre le procedural comportano una migliore fruibilità, in quanto la visione di episodi di stagioni precedenti, o non consecutivi, non provoca nello spettatore un particolare smarrimento (questa era la tendenza negli anni &#8217;70 e &#8217;80 con “Chips”, “Hazzard”, “Charlie&#8217;s Angels”, etc). In questa tipologia vanno ad inserirsi “House”, “CSI”, “NCIS”, “Bones” e altri. Di conseguenza produrre una serie “serializzata” è più complesso perchè in alcuni casi o si mantiene l&#8217;audience raccolta nell&#8217;episodio pilota oppure si tenderà a continuare a perderla. L&#8217;insuccesso (parziale) di “Flash Forward” e “V” negli USA hanno messo in guardia i network che stanno correndo ai ripari. Per le cable tv (EW, USA, TNT, HBO) il discorso è diverso, poiché avendo un pubblico pagante e più fedele le serie serialized, sebbene con minore pubblico, hanno maggiore successo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">“Lost”, di conseguenza quest&#8217;anno, con la sua fine, potrebbe decretare definitivamente un cambio di tendenza diretto a un minore rischio. Si va avanti ma si torna indietro.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Mattia Nicoletti</p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		A:link { so-language: zxx } --></p>
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