Il time shifting è qualcosa che ci affascina da sempre.
La macchina del tempo della finzione, in qualsiasi forma, quando viene messa in moto ci fa viaggiare e ci conduce nel futuro o nel passato. L’immaginazione vola perchè ci immaginiamo come magari era il tempo che fu oppure sogniamo ciò che sarà. Il viaggio è evasione, fuga dalla realtà quotidiana, e quando è attraverso gli anni, si crea nella nostra mente una sorta di mondo parallelo.
Nel 1895 H.G. Wells scrisse “La macchina del tempo”, uno dei primi romanzi a introdurre la quarta dimensione, il Tempo, alle variabili dello Spazio, proiettava la società vittoriana nel futuro.
Con il Tempo, negli ultimi anni, ci ha giocato soprattutto J.J Abrams con “Lost” e non solo, alternando flashback a flash forward. Se il flashback infatti è qualcosa a cui ogni spettatore è già preparato (il cinema l’ha spesso utilizzato) il flash forward è un espediente narrativo introdotto di recente, negli ultimi anni, da non confondere con elementi fantascientifici.
E’ un attimo nel futuro, un frammento di qualcosa che deve ancora essere vissuto, è una proiezione reale dell’evoluzione del presente. A questo punto se il flashback è un elemento che ha prodotto delle conseguenze sul presente, è un ricordo, il flash forward, diventa un momento che vivremo, un futuro che diventa presente.La riflessione più interessante da fare è mettere in parallelo fantascienza, un futuro immaginato (spesso connotato con elementi lontani dalla realtà contemporanea), con il flash forward, un futuro è reale.
Il flash forward è più inquietante della fantascienza perchè sappiamo che si realizzerà.
Concettualizziamo. In narrativa se immaginiamo il tempo come una linea retta e poniamo nel centro un punto N che rappresenta il presente, N-1 è un momento del passato e N+1 è un momento del futuro. Ipotizzando di raccontare N+1, quell’ N+1 è il presente e avremo la fantascienza. Se pensiamo invece di raccontare N sapendo come sarà N+1, che rappresenta il flash forward, il futuro diviene reale.
In “Flash Forward” però non è solo il lettore o lo spettatore a conoscere il futuro ma lo conoscono anche i protagonisti.
Come avevamo già scritto il flash forward in una società piena di incertezze rappresenta la paura del futuro, l’incertezza di ciò che sarà. E la sua forza diviene estrema quando tocca momenti di quotidianità, perchè il quotidiano è vicino a noi.
Mattia Nicoletti