Con Flash Forward ritorna l’uomo nero. (No Spoiler)

Con Flash Forward ritorna l’uomo nero. (No Spoiler)

Ninna nanna, ninna oh,
questo bimbo a chi lo do?
Lo darò all’uomo nero,
che lo tiene un anno intero…”

L’episodio pilota di “” si conclude con una delle icone della ancestrale: l’Uomo Nero.
Il , come viene chiamato in USA, ha terrorizzato tutti da bambini.

L’uomo nero viene spesso infatti chiamato in causa per mettere in guardia i bambini da situazioni pericolose o per convincerli a fare alcune cose che non amano. I bambini tendono a porre sempre una domanda, “perchè?”,  e per convincerli si utilizzano espedienti come la creazione di fantomatici uomini neri che si tramutano in deterrenti psicologici alimentati dalla fantasia dei piccoli.

Nella tradizione ce ne sono molti e svariati, oltre a quello della ninna nanna dell’incipit, utilizzato per convincere i bambini ad addormentarsi. Quegli uomini neri rimangono nella nostra mente per tutta la vita, e talvolta qualche evento, o come in questo caso una serie televisiva, li fanno riaffiorare.

In “” quell’uomo che cammina nello stadio, sgranato nel video della telecamera di sorveglianza, non può non inquietare, e proprio perchè vestito di nero richiama il mistero, l’ignoto. Il nero è il colore del buio, e il buio fa perchè nasconde le cose, le cela ai nostri occhi, e ci rende insicuri, incerti. E la mancanza di sicurezza, ancora, ci fa . E quel blackout, di cui l’uomo nero è il simbolo, è un attimo di buio che genera il panico e l’incertezza.

” è un che si compone lentamente e quell’uomo nero è la tessera numero Uno, è il fantasma del passato che ci proietta nel futuro

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