Ieri sera ho avuto il piacere di presenziare all’anteprima di “Flash Forward” alla Casa del Cinema a Roma.
Considerazioni a parte sulla serie che ha potenziali realmente elevatissimi (su FOX l’episodio pilota andrà in onda il 5 ottobre), come ha dichiarato giustamente il mio collega e amico Marco Spagnoli che presentava la serata, il primo elemento innovativo è da ricercarsi nella location della proiezione. La casa del cinema apre alle serie tv.
Qualcuno storcerà il naso, i puristi del cinema diranno che è solo un caso, tuttavia l’effetto di “Flash Forward” sul grande schermo è stato sorprendente. Nulla da invidiare a qualsiasi action movie in circolazione, senza tenere conto che la sceneggiatura, come accade sempre più spesso nelle serie di ultima generazione, è un orologio svizzero. Ogni tassello è perfettamente al suo posto. Se proprio vogliamo, i cliffhanger che ogni 11-12 minuti anticipano lo stacco pubblicitario (che nella visione erano chiaramente assenti) sono forse l’unico elemento che differenzia una serie come “Flash Forward” da un prodotto cinematografico.
La riflessione che questo “evento” impone è sulla fruizione delle serie televisive. Se infatti è appurato che internet possa essere un media da sfruttare per moltiplicare l’audience, la sala cinematografica potrebbe essere un luogo in cui fare vivere le serie?
Fantasticando e non considerando problematiche di diritti o altro, ci immaginiamo in termini di passaparola, di publicity, che effetto potrebbe avere proiettare in alcune sale un episodio pilota, o comunque chiave, magari una settimana prima della messa in onda televisiva.
Sono forse pensieri dovuti a un blackout di 2 minuti e 17 secondi, ma ieri “Flash Forward” ha innovato ancora prima di andare in onda.
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Il marketing è sempre all’opera e quando finalmente verrà capito il valore reale delle serie TV, verranno certamente messe in campo le stesse strategie che negli ultimi 100 anni sono state utilizzate dal cinema. E’ solo una questione di tempo.
Non c’è “purismo cinefilo” che tenga a fronte dell’idea di “alzare” qualche milione di euro al botteghino, ne sono certo.
Caro Marco, il fatto è che il marketing è già all’opera da molto tempo nelle serie tv, anche perchè è un prodotto molto più adatto rispetto al cinema. Se vedrai “Flash Forward” lo toccherai ancora di più con mano. In televisione d’altra parte se qualcosa non funziona viene cancellato o spostato nei luoghi più bui del palinsesto. E se poi le serie dell’HBO si possono permettere di osare di più è perchè vivono anche grazie a canoni e payperview.